L’estate è finita ma porta un cesto di doni all’autunno. Te lo spiego raccontandoti una storia.
L’estate mi ha portato 3 parole magiche.
Questo è un estratto di un audio-articolo più dettagliato che fra qualche tempo inserirò nella mia playlist in spotify chiamata “meditazioni creative”. L’ estate che ho passato è stata particolarmente “fruttuosa”, tutte le estati dovrebbero esserlo, questo periodo è la massima manifestazione di ciò che abbiamo pianificato mesi e mesi precedenti. In medicina cinese in inverno si piantano semi che germogliano in primavera, fioriscono e fruttificano in estate e tarda estate. Personalmente, oltre ad un periodo con mio marito in luoghi noti e non, avevo programmato da tempo una breve vacanza fra donne: mia mamma, mia sorella ed io. Solo noi 3, non l’avevamo mai fatta. Qualche giorno insieme per necessità in quanto la mamma ha sempre bisogno di assistenza. Il mio desiderio era quello di distrarla dalla routine e dai suoi disagi fisici, Conoscere e chiacchierare con persone nuove. Ho approfittato poi di passare del tempo con mia sorella, fatto ormai raro in questi ultimi anni. Vedere invecchiare i genitori a volte è doloroso e aver potuto essere insieme a lei in quei giorni di vacanza mi è stato di grande aiuto. Motivo poi di riflessione intensa e crescita personale.
Guardare indietro alla giovinezza
I giorni passati insieme alle donne della mia famiglia e soprattutto dormire nella stessa camera con mia sorella come quando eravamo bambine e ragazze ha dato ad entrambe la possibilità di rinvangare il passato vagando fra i ricordi. Ricordi vissuti diversamente e con differenti punti di vista. C’è stata possibilità di chiarire e riscrivere insieme situazioni rimosse e/o dimenticate per diversi motivi. La sera prima di dormire senza un filo apparentemente logico spaziavamo nel tempo passato in lungo e in largo dove le emozioni ci portavano. Grandi viaggi serali di emozioni ed immagini. A ben vedere il viaggio “vagando” si è rivelato essere anche quello con mio marito: un pò di qua un pò di là, luoghi ameni in montagna, al mare, in campagna o nelle viscere della terra a visitare grotte.

Guardare il presente mentre si vaga.
Rientrata dalle vacanze, una mattina mi sveglio con la parola VAGARE in mente, come se qualcuno in sogno me l’avesse suggerita. Ci rifletto e mi rendo conto che questa parola non fa altro che confermare ciò che avevo fatto per tutta l’estate senza ben esserne cosciente. Ho sempre avuto un certo pregiudizio riguardo il vagare. Somiglia ad un dissipare le energie in svariate direzioni non ben definite senza un’utilità precisa, perché non c’è meta ed obiettivo precisi. Invece al rientro dall’estate mi scopro diversa e in meglio proprio in virtù di questi viaggi senza tempo e spazio definiti: ciò che prima consideravo in modo non molto positivo lo rivaluto in qualità e spessore. Non più dispersione se non c’è preciso obiettivo, ma la possibilità di perdersi, il concedersi di intraprendere percorsi senza direzione per poi ritrovarsi cresciuti. Ma se fosse che ciò che fa la differenza è la SCELTA DI VAGARE?
Coltivare il vagare con regola e disciplina
E’ possibile o contraddittorio? A volte chiedo consiglio all’universo. Pesco una carta da un mazzo di carte celtiche. Mi esce l’agrifoglio che significa necessità di darsi una REGOLA, energia DISCIPLINATA con pratica sportiva costante. Assumi il comando delle tue azioni. Il tutto mi fa sorridere in quanto contestualmente al mio rientro dal viaggio riprendo le mie pratiche meditative in movimento. La carta pescata conferma a posteriori la mia scelta.

Il senso della storia e un consiglio operativo
Questo breve racconto cosa mi ha insegnato? Il concetto di VAGARE e REGOLA o DISCIPLINA non sono contraddittori l’uno all’altro. Possono essere tranquillamente coltivati entrambi a vita, L’importante è esserne consapevoli e saper SCEGLIERE quando e quanto. Danno un ritmo, come lo yin e lo yang, veloce, lento, esterno, interno, leggero, denso. L’importante è rispondere alla propria VERITA’ la terza parola di quest’estate. A volte obiettivo a volte percorso e relazione in sintonia con il proprio sentire. Ecco, il mio consiglio è questo, di esprimere e coltivare quanto più possibile la nostra integrità oggi in consapevolezza. Ci regalerà oltre al presente un futuro di pienezza, perché il domani è il riflesso di ciò che ora AMIAMO.
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