Il Taiji quan è un’antica disciplina cinese dai molteplici benefici. Eseguire in gruppo il Taiji quan da molteplici benefici. Te li illustro in questo articolo.
Che cos’è il Taiji quan
Prima di esplorare insieme il tema dei benefici della pratica in gruppo comprendiamo insieme che cos’è questa antica disciplina cinese. Il Taiji quan o Tai-chi quan è nato in Cina e fonda le sue radici nelle tecniche marziali di difesa a mani nude, senza l’utilizzo di armi, o meglio, il corpo ben allenato diventa un’arma. “Quan” infatti significa pugno, ma un pugno di differente qualità rispetto a quello delle arti marziali in generale più note (per esempio il Karate giapponese). Il pugno del taiji quan è un pugno definito “vuoto” in quanto:
- viene serrato soltanto nel momento dell’impatto.
- prima dell’attacco il corpo rimane attento e pronto a scattare, agile, flessibile ma con muscoli e tendini in ordine, non tesi e contratti ma in una condizione di ascolto consapevole.
I due punti citati si verificano quando la mente è vuota e governa sapientemente l’energia interna (soffio) che guida il movimento esterno in una connessione armonica ed efficace.
Un altro aspetto altrettanto interessante è che nonostante nel nome di questa arte marziale compaia la dicitura “pugno”, nella pratica la principale protagonista della forma della mano è quella aperta. Si utilizzano le palme che, sia nell’esecuzione delle forme che nelle applicazioni comunicano fra loro e con l’universo tramite il centro del palmo. Il punto “Lao-gong” (palazzo del lavoro) legato al meridiano del ministro del cuore. Questo concetto di connessione fra il microcosmo interno e quello naturale esterno si esplicita nella parola “taiji” che descrive il tutto, l’assoluto, la regola che sottende alle leggi dell’universo. Il cuore del praticante si connette al cuore della terra. Va da se che questa arte va ben oltre il semplice allenamento marziale, diventando percorso di sviluppo personale per noi stessi e in relazione al prossimo.
Per saperne di più sul taiji quan leggi anche questo articolo: https://www.dimensionearmonica.it/tai-chi-benefici-salute/

Conoscere e coltivare l’energia interna
Per la tradizione orientale tutto il macrocosmo e l’organismo umano non sono soltanto costituiti da ciò che si vede, ma anche da ciò che non possiamo toccare: l’energia interna o soffio o Qi. Ne siamo pervasi internamente attraverso circuiti preferenziali chiamati meridiani ed esternamente come uno scudo difensivo. In realtà anche nella nostra religione cristiana, l’atto della creazione nell’antico testamento recita: “all’inizio era il verbo o il soffio” indicando quel vento leggero emanato da Dio che tutto crea e tutto forma. Ebbene, il principale beneficio della pratica del Taiji quan è fare esperienza e coltivare l’energia interna che di fatto è al tempo stesso motore e carburante che ci fanno vivere. Tutti hanno ben chiaro il concetto che quando si ha molta “energia” o “Qi” la macchina corpo è ben efficiente sia a livello organico e fisico, sia a livello di pensiero. Più si coltiva, si nutre e si guida il nostro Qi e più si preserva la salute.

Far fluire in gruppo l’energia col taiji quan
Come si fa esperienza e come si coltiva l’energia? Il Taiji quan è molto versatile: si può praticare da soli a tu per tu con il proprio sentire, nel silenzio del qui ed ora, ma praticare in gruppo è un’esperienza speciale da provare:
- L’insegnante ha la capacità di esprimere il suo “qi” o soffio verso tutto il gruppo che come una scia invisibile o un sottile filo di seta crea unità e connessione. I movimenti del corpo e le figure da comporre in piedi, in movimento, diventano armonici e più semplici da eseguire come in un grande abbraccio. La suggestione che ho è il disegno della trama sottile delle ali di una libellula che avvolge il gruppo diventando uno strumento di volo libero e leggero.
- Dal canto loro gli allievi esprimono l’energia che caratterizza ognuno internamente, la quale viene attratta da quella dell’insegnante. Si entra in risonanza anche grazie ai neuroni specchio entrando in un unico flusso.
- Eseguire in gruppo il Taiji quan da un risultato notevole: le energie di tutti non si sommano, si moltiplicano! Ecco il beneficio numero 1: è come passeggiare in un bosco o vicino ad una cascata. Si esce dalla lezione rinvigoriti e carichi di…gioia.

I benefici della pratica in gruppo del taiji quan
Abbiamo evidenziato dunque come eseguire in gruppo il Taiji quan sia efficace. Ma in che senso?
- Il gruppo è un serbatoio di energia condiviso nel qui ed ora, alla quale tutti possono attingere: chi ne dispone maggiormente la “dona” a chi ne ha bisogno. L’energia è come l’acqua, va dove trova uno spazio vuoto che può riempire: così, all’interno del nostro organismo questi travasi giovano all’equilibrio generale. Contratture, costipazioni, calori anche emozionali drenano mentre carenze e sistemi mal funzionanti per deficit si tonificano.
- Si esprime e si coglie come se si appartenesse ad un unico organismo che inspira ed espira all’unisono, che si muove alla stessa velocità, o meglio, nel caso dello stile yang, con la stessa lentezza. L’ego di ognuno viene temporaneamente accantonato per dare spazio ad uno spirito collettivo più elevato. Mettersi in gioco in questo modo non è affatto semplice, a volte risulta essere una sorta di sfida. Quando lasciamo andare e ci fidiamo quietiamo la mente per dare voce alla sincerità della nostra coscienza.
- Il gruppo aiuta a migliorare la propria pratica: se non si ricordano alcuni movimenti si continua comunque riprendendo il ritmo. Si allena la capacità di non giudizio nei confronti di se stessi: sono capace di lasciar andare l’errore senza rimanerne frustrato? Nel taiji quan il contributo di ognuno indipendentemente dal livello è sempre utile. Giudizio e confronto diventano concetti produttivi, Il gruppo sostiene e protegge e si può imparare da chi ha maggiore esperienza.
Una cosa è certa: l’unico modo per comprendere quanto la pratica del Taiji quan in gruppo sia proficua è sperimentarla! Vieni a provare nella località a te più vicina compilando con i tuoi dati il format allegato.
